storia della tequila

Alla scoperta della Tequila

La Tequila è il liquore che più di ogni altro utilizzo nei miei cocktail. Le sue origini sono intrecciate a doppio filo con quelle del Messico, si potrebbe definire il liquore nazionale del nostro paese. Vi racconto qualcosa in più di questo prezioso distillato.

Che origini ha la Tequila?

Le primissime tracce della Tequila risalgono al XVI secolo, in una località del Messico che si chiamava proprio Tequila! Gli abitanti di questa zona erano gli Atzechi, che producevano un variante di una bevanda chiamata Pulque: questa veniva però inizialmente utilizzata più che altro per le cerimonie religiose, per scopi rituali, ed era considerata sacra. Nel 1521 i Conquistadores, quando finirono le scorte del loro liquore, il Brandy, cominciarono a produrre un altro distillato, ottenuto dalla fermentazione dell’agave, proprio come facevano gli autoctoni. Ci vollero però circa 80 anni perché iniziasse la produzione di massa della Tequila.

Per molto tempo la produzione del liquore non era regolamentata da nessuna legge. Nel 1800, il governatore della Nuova Galizia, colonia spagnola in Messico, decise di tassare la Tequila e successivamente il re di Spagna concesse la prima licenza per la produzione e il commercio della Tequila. Alla fine del 1800, Don Cenobio Sauza, presidente della cittadina di Tequila, iniziò a esportare il liquore messicano verso gli Stati Uniti.

Le caratteristiche della Tequila

Se non la conosci, dovresti subito rimediare, ma intanto ti darò io alcune indicazioni sulle caratteristiche della Tequila. Per essere considerata tale, la Tequila deve avere una gradazione alcolica di almeno 40-45 gradi e deve essere ottenuta tramite una doppia distillazione. Inoltre, deve essere prodotta necessariamente in Messico e deve contenere almeno il 51% di distillato di agave blu.

Le caratteristiche che la rendono unica sono sicuramente i suoi profumi fruttati, floreali ed erbacei, che hanno un sentore pungente e resinoso. Il sottofondo è molto particolare, quasi affumicato, con qualche nota piccante e salata, agrumata. Il richiamo alla terra è molto netto e infatti la Tequila è considerata la meno vellutata e la più terracea di tutti i distillati. L’affinamento in legno è il processo che regala al distillato i suoi aromi rotondi, legnosi e speziati, quindi deve essere realizzato con estrema cura.

Come si beve la Tequila

Non sarò certo io a dirvi che è meglio bere la Tequila in un modo piuttosto che in un altro, ma sicuramente ci sono delle accortezze che ne esaltano il gusto e le sensazioni. Ovviamente io la utilizzo in molti dei miei cocktail, primo tra tutti il Margarita, ma quando vi trovate davanti a una Tequila di qualità pregiata, il mio consiglio è di gustarla proprio come fanno in Messico.

Innanzitutto, va bevuta a temperatura ambiente e non fredda come fanno in molti. Mettete il liquore in un bicchierino da shot (se ce l’avete ve lo consiglio in terracotta), mettete del sale sul dorso della mano tra pollice e indice e preparate una fettina di limone appena tagliato. Prima leccate il sale, poi bevete la tequila tutta d’un fiato e poi succhiate il limone. Anche detto, Tequila Bum Bum!

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